Apre Mutu su punizione dopo appena tre minuti, chiude Gilardino al 13’ della ripresa. Risultato, 2-0 ai ruvidi cechi dello Slavia Praga. Il ritorno sarà il 27 agosto, ma il risultato di questa sera permette alla squadra viola di mettere una seria ipoteca sull’agognata qualificazione alla fase a gironi della più importanza competizione europea che una città intera insegue da anni. Firenze non ha voluto lasciare sola la Fiorentina che torna a disputare un preliminare di Champions 9 anni dopo l’ultima volta: allora c’erano Vittorio Cecchi Gori, Trapattoni e Batistuta, stavolta ci sono i Della Valle (anche se stasera in tribuna c’è solo il presidente Andrea), Prandelli e Mutu.
Proprio l’asso romeno, che sembrava destinato a finire alla Roma per 20 milioni di euro poi rifiutati dalla proprietà viola, sblocca la gara al 3’: Gilardino conquista una punizione dal limite, Mutu ipnotizza il portiere avversario. La serata si mette nelle condizioni migliori per la squadra viola anche se Prandelli è costretto in extremis a rinunciare a Gamberini ko per problemi muscolari. La sua formazione è comunque arrembante, consueto 4-3-3 e quattro neo acquisti in campo (poi diventeranno cinque con l’ingresso nella ripresa di Almiron al debutto): gli esterni Zauri e Vargas, il centrocampista Felipe Melo (buona prova) affiancato da Kuzmanovic e Gobbi preferito a Donadel e Gilardino al centro del tridente con Santana e Mutu. Nello Slavia, che nelle gambe già due gare di campionato, ci sono Gebre Selassie e Senkerik anzichè gli annunciati Necid (nel mirino della Juve) e Toleski. Il brutto terreno di gioco, l’importanza della posta in palio e la condizione fisica non ancora ottimale non agevolano la manovra della Fiorentina che, con il lutto al braccio per la recente scomparsa dell’ex presidente Martellini, fatica a trovare sbocchi per cercare di mettere al sicuro il risultato. Ma quando il maggior tasso tecnico emerge per lo Slavia sono sempre brividi. Kuzmanovic ci prova dalla distanza e prima dell’intervallo Gilardino, sotto gli occhi del ct azzurro Lippi (cui la curva Fiesole indirizza il solito squallido coro offensivo) sfiora il raddoppio per due volte.
È il preludio al raddoppio che arriva a inizio ripresa, dopo una punizione-bolide di Vargas: l’ex rossonero di testa segna in mischia poi corre sotto la Fiesole per festeggiare mimando la solita suonata di violino. Lo Slavia prova a raddrizzare la gara ma non ha né la forza né lo spessore tecnico per riuscirci. E la Fiorentina potrebbe dilagare ancora con Santana, Kroldrup, Gilardino, Mutu (questi ultimi due sostituiti al 30’ con Pazzini e Osvaldo): per fortuna dei cechi il portiere Vasiak limita il passivo. Nel finale c’è spazio per l’ormai tradizionale cerimonia del terzo tempo, con i cechi che sfilano tra gli applausi e i viola che vengono sommersi dall’abbraccio del Franchi.
uno dei giocatori più forti al mondo:DIEGO RIBAS DA CUNHA
Ormai della juve...
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